I Guadiani di Atlantide

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giovedì, settembre 15, 2011

Da 1 a 10



Il 5 di Agosto eravamo a Liberty Island, e girando attorno al basamento della Statua della Libertà (n°2 nella foto sotto) mi sono messa a guardare la corona, e poi il molo del traghetto, e di nuovo la corona ed il terreno ai piedi del basamento sotto la statua.

Dopo aver guardato per bene il tutto e averci pensato un pochino mi sono avvicinata a Koi e gli ho detto:"Ti ricordi in X-Man, il primo, Wolverne e Saberthooth che lottano sulla corona della Statua della Libertà?"

La risposta è stata ovviamente affermativa

"E allora se il molo del traghetto è là" indicando con la mano la direzione in cui è il molo(n°3 nella foto sotto, noi eravamo più o meno al n° 1) "come fa Saberthooth a cadere in verticale sulla barca con cui arrivano, se la corona è qui sopra?"

Da 1 a 10 quanto sono nerd?

lunedì, agosto 29, 2011

New York, le foto



Prima foto scattata a NY andando a cena. Al check-in in albergo la prima avventura: ci chiedono una carta di credito per eventuali extra; sia Koi che io abbiamo carte di un circuito che l'albergo non può accettare, accettano però la Visa Electron. Mi chiedo: se non avessi avuto la PostePay nel portafogli cosa avrebbero fatto? Non ci avrebbero dato la stanza? Stanza nella quale avevamo già pagato il soggiorno per 10 notti, ci terrei a precisare...

A proposito dell'albergo!
Oltre ad essere caro senza offrire nulla più della stanza (niente prima colazione, niente wi-fi, temevamo pure che la tv fosse a pagamento), era pure a misura di Puffo!
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Sapete una cosa? Non so che foto scegliere e commentare...Qui ci sono tutte

New York - Preferisco l'Europa

Per il Pescetto e tutti quelli che hanno passato la seconda metà di luglio a cercare di convincermi che New York fosse una città meravigliosa, che avrei cambiato idea e che me ne sarei innamorata: non posso dire che sia una brutta città (in classifica sta sopra a Roma e Firenze), ma non è una città meravigliosa nè tantomeno me ne sono innamorata. L'Europa è meglio, molto meglio!
Certo a NY ci sono dei negozi meravigliosi (il Christmas Cottage, l'HBO Shop, l'Hard Rock Cafè, il Toys'R'Us di Time Square) di cui mi sono innamorata, ma non della città in sè.
Probabilmente se avessimo potuto girarla a nostro gusto:
-dedicando al Museo di Storia Naturale un giorno intero e non un'ora e mezza l'ultima mattina;
-senza essere costretti ad andare due volte, ripeto 2 volte, da Macy's
-dedicando alla ricerca di alcune location cinematografiche anche un giorno intero e non meno di un'ora sentendoci addosso gli sguardi infuocati perchè rischiavamo di far tardi per il pranzo;
-evitando di farci svenare da Smith&Wolensky il primo giorno perchè qualcuno aveva voglia di una bistecca;
-dedicando a Central Park almeno un pomeriggio e non l'attraversamento veloce a tempo di record dalla 7a alla 5a all'altezza della 72esima;
-evitando di mangiare pizza una sera sì ed una no, e mangiando un hamburger solo l'ultima sera;
-dedicando allo shopping il tempo che volevamo senza essere cronometrati;
-evitando di svegliarci alle 7.30 per essere alle 8 nella hall per andare a fare colazione e poi all'Hudson News del Grand Central Terminal a comprare il Corriere della Sera per poi fare pochissima strada lì intorno e a mezzogiorno e mezzo mangiare e poi tornare in albergo perchè l'85enne alle 6 è sveglio e vuole fare colazione e vuole leggere un giornale italiano e non riesce a camminare più di tanto e il pomeriggio dorme (tutto sacrosanto per un'85enne, ma che allora se ne stia a casa, o vada in crocera o in un villaggio turistico!)
-godendoci 10 giorni da soli e non avere per noi soli 2 pomeriggi ed una mezza mattina;
forse così avrei potuto anche apprezzarla di più.

Ho bisogno di una Viperata!
Seguono foto

giovedì, febbraio 10, 2011

Berlino 2010 - 2a puntata

Sabato 4 dicembre - il primo giorno
(con un paio di mesi di ritardo)
Sorvoliamo sullo stress post-traumatico da sveglia che suona nel bel mezzo dei tuoi sogni, e apriamo le tende e ci si presenta questo spettacolo: lastre di ghiaccio che navigano nella Sprea, e sullo sfondo l'Oberbaumbrucke. Ora è percorso dalla metropolitana di superficie (la maggiorparte delle volte sopraelevata), auto, bus, tram, motorini, bici e pedoni; dal '61 all'89 era solo percorribile a piedi in quanto uno dei passaggi tra Berlino Est e Berlino Ovest.
Decidiamo, per il primo giorno, di girare la zona che va dalla Porta di Brandeburgo ad Alexanderplatz, e uscendo scopriamo che di giorno il nostro ostello ha questo aspetto: una carinissima barca - o è una nave? - bianca e azzurra ormeggiata nella Sprea, alle due del mattino non ce n'eravamo accorti. Sapevamo che fosse una barca, ma, per lo meno io avevo troppo sonno per vederla davvero!

Prendiamo la S5 (0 la S7 o la S75 che per un pezzo fanno lo stesso percorso e quindi per noi andavano bene tutte e tre) fino ad Alexanderplatz e poi la U2 fino a Potsdamer Platz, e risaliamo in superficie. Se me l'avessero raccontato prima non avrei mai creduto quanti ristorantini/bar/fast-food ci siano alle fermate della metropolitana (che sia sopraelevata che sotterranea) berlinese: Dunkin Donuts, McDonald, mille caffetterie diverse, ristorantini etnici, chioschi di wurstel, bretzel, currywurst e sui treni e per strada tantissime persone che stringevano tra le mani un bicchiere di caffè d'asporto; ovviamente non l'espresso italiano, ma il caffè lungo, lunghissimo, all'americana (che a me piace anche di più). E altrettante persone, forse di più, con una bottiglia di birra; anche alle dieci del mattino.

In Potsdamer Platz si trovano alcuni resti del Muro, davanti ai quali un ragazzo in uniforme dell'armata rossa spiega, in tutte le lingue, italiano compreso, come potete farvi timbrare un finto passaporto, e racconta un po' di cose sul Muro. Ai pezzi di cemento riempiti di grafiti sono intercalati dei pannelli in cui è spiegata per bene, in tedesco ed in inglese, la storia del Muro, sarebbe stato interessantissimo fermarsi a leggere tutto, ma lo farò quando tornerò a Berlino in primavera. Non c'era il freddo polare che ci avevano prospettato tv e giornali, ma non faceva neanche abbastanza tiepido da stare fermi, coi piedi nella neve, a leggere per più di mezz'ora!
Ci avviamo lungo la strada che va verso la Porta di Brandeburgo, seguendo più o meno il percorso che faceva il Muro e davanti a noi si para una visione: un negozio della Haagen Dazs! E affianco Starbucks, il mio primo caffè da Starbucks! Delizioso, ma molto molto molto più bollente di quanto mi aspettassi! Nei giorni seguenti ci siamo infilati più volte da Starbucks per mettere qualcosa di caldo nello stomaco.
E così sono entrata anch'io tra le fila di coloro che vorrebbero Starbucks in Italia, o che non vedono l'ora di tornare all'estero per andare da Starbucks... ok quest'ultima è un'esagerazione, ma se andando all'estero si capitasse davanti a Starbucks, chi non entrerebbe?

Per quanto sia stato una delizia, questo mio primo "caffè" da Starbucks ci ha un po' sballati con gli orari dei pasti per il resto della giornata, erano le 11, e nonostante si sia camminato ininterrottamente alle 14 abbiamo dovuto costringereci ad andare a mangiare per non trovarci poi a cenare a mezzanotte.
Andando verso la Porta di Brandeburgo incontriamo il Memoriale della Shoah: in uno spiazzo non piano di 19.000 metriquadrati, ci sono questi 2711 blocchi di cemento (credo) altri da 20cm a più di 4 metri disposti a distanza regolare l'uno dall'altro, ma non in ordine crescente o descrescente di altezza, per il criterio dell'altezza credo siano messi a caso, o comunque quella è l'impressione che danno. Se si entra nello spiazzo e ci si inoltra tra i blocchi più alti, si perde completamente la visuale di quello che non sia il proprio sentiero e man mano di quelli che l'incrociano.
I bambini ci giocano a nascondino, o come in questo caso, fanno a palle di neve. Non penso sia irrispettoso, ma in un certo qual modo quasi celebrativo: cosa c'è di più bello al mondo delle risate dei bambini? e credo che ricordare i morti in un posto o in un modo che dia gioia sia il modo migliore di ricordarli.

Pariser Platz con la neve, l'albero di Natale e la Menorah, è magnifica, e l'Unter den Linden con i tigli, per quanto giovani, sotto la neve è una delle vie commerciali più belle che abbia mai visto. L'Unter Den Linden, nell'800 era la "passeggiata bene" di Berlino, sotto il regime comunista era la sede delle parate militari, e per questo scopo tutti i tigli sono stati tagliati. Negli anni '90 del XX° secolo sono stati piantati dei nuovi tigli e i piani terreni dei palazzi si sono riempiti di negozi di souvenirs (ce n'è uno ogni 50 metri, su un marciapiede e sull'altro), di beni di lusso (concessionarie di Porche, Bentley, Rolls), e ristoranti.
L'Unter Den Linden finisce alla Museum Insel, un'isola nella Sprea su cui sono raccolti i maggiori musei berlinesi (il museo di storia tedesca, l'Altes Museum, il Pergamon Museum...) e nella piazza tra i due ponti sulla Sprea sorge il Duomo di Belino: chiesone barocco, nel quale non siamo entrati...
Mangiamo da MAREDO, di cui avevo letto meravigli su un forum, la carne è effettivamente fantastica, ma noi eravamo ancora sazi del "caffè" per godercelo davvero!

Nel pomeriggio giriamo nelle vie attorno all'Unter den Linden alla ricerca della piazza del Teatro dell'Opera, sulla quale si affacciano due chiese gemelle: il Duomo dei Francesi ed il Duomo dei Tedeschi. Il Duomo dei Francesi era la chiesa degli Ugonotti emigrati in Germania dopo la Strage deglil Ugonotti compiuta in Francia nella Notte di San Bartolomeo, ora è un museo che ne racconta la storia; è un museo di molti documenti, libri, qualche quadro e didascalie solo in tedesco.... Nella piazza tra le due chiese un mercatino di Natale, ma deve essere particolare perchè per entrarvi bisogna pagare un biglietto, e l'ingresso è controllato da figuranti in uniforme settecentesca. Ci colpisce una bellissima cascata di ghiaccio sul lato esterno di questo mercatino e guardandola bene vediamo che all'interno della cascataè imprigionata una palla di Natale di una quindicina di centimetri di diametro!

Anche attorno alla Marienkirke c'è un mercatino, questa volta ad ingresso gratuito e ci facciamo un giro; c'è da uscirne ubriachi solo per aver respirato l'aria profumata dal mille e mille venditori di vin brulè! E non sono i soli che vediamo nell'arco della giornata: ai fianchi dell'Unter Den Linden , sotto la Torre televisiva ad Alexander Platz (dove c'è anche una ruotina panoramica), dietro la stazione della metropolitana di Alexander Platz....

Il sole è ormai calato e decidiamo di andare a visitare il Museo di Storia tedesca, non prima di aver fotografato un palazzo, non abbiamo idea di cosa sia, ma che di notte viene illuminato in maniera bellissima. Nel museo sono raccolti reperti della Germania preistorica, romana, medievale (m'incanto davanti ad una stauta di Carlo Magno) e via fino al XX secolo (m'incanto anche davanti ad ritratto di Carlo V). Purtroppo la sezione moderna la dobbiamo fare un po' di corsa perchè si avvicina l'orario di chiusura del Museo.

A cena sfogliamo la guida per decidere cosa vistare l'indomani (che spero di raccontarvi in tempi più brevi di questa seconda puntata).

La conice delle foto è un free di ShabbyBlog

lunedì, dicembre 13, 2010

Berlino 2010 - 1a puntata

Una settimana fa, attorno a mezzogiorno e mezza, eravamo a Berlino in un negozio della Lego al Sony Center, e poco dopo ci siamo trovati davanti una cremina di funghi, deliziosa, delicatissima, servita in un BICCHIERE!

Ma andiamo con ordine:
Venerdì 3 dicembre - la partenza

L'aereo parte da Orio alle 19.40, così, per essere lì con un po' di anticipo alle 16.30 sono in Centrale, sul pullman che mi porterà all'aeroporto in un'oretta circa.
Il pullman parte con un paio di minuti di ritardo (o forse è il mio orologio ad essere avanti, ma per un paio di minuti non cambia nulla) e si avvia verso Cascina Gobba e poi l'autostrada. Il traffico in città è il solito, per cui si va abbastanza piano. Non appena entra in autostrada il pullmann praticamente si ferma e comincia a procedere a passo d'uomo, e così procede per la seguente ora e mezza, insomma invece di arrivare inaeroporto alle 17.30 circa, ci arrivo alle 18.30! Il check-in del nostro volo terminava alle 19.00, "ce la faccio per il rotto della cuffia, ma ce la faccio" pensavo.

Salvo scoprire, una volta giunta in aeroporto, ed incontrato il mio compagno di viaggio, che il volo era stato spostato alle 22!
Riuniamo i due bagagli in uno, e facciamo comunque il check-in, così non dobbiamo trascinarci il trolley in giro per l'aereoporto per 3 ore. Non avendo altro da fare ci sediamo e ci assalgono i dubbi:
- il volo partirà in ritardo o verrà cancellato?
- quando arriveremo a Berlino, i mezzi pubblici funzioneranno ancora?
- quando arriveremo a Berlino, in albergo ci sarà ancora qualcuno ad aprirci la porta?

Per rispondere alla prima domanda ci rechiamo ad un punto info e ci dicono che per le notizie che hanno il volo non dovrebbe essere cancellato.
La risposta alla seconda la otteniamo leggendo sulla guida che i mezzi pubblici a Berlino vanno tutta la notte, dopo una certa ora le corse sono ridotte di numero, ma ci sono.
Per rispondere alla terza domanda ci rivogliamo alla telefonata a casa: chiamo la sister che gentilissima manda una mail a quelli dell'albergo avvertendoli che il volo è stato spostato di 3 ore e che quindi arriveremo dopo mezzanotte. La risposta giunge rapida: dopo una certa ora c'è comunque un guardiano notturno, ma ci danno comunque il codice della porta.


Mentre siamo lì ad aspettare prestiamo orecchio ad ogni annuncio, soprattutto a quelli che cominciano con "RyanAir è spiacente di informare..." e ne sentiamo uno verso le 19.45 che annuncia che a causa di "uno sciopero improvviso del personale di terra" il volo per Madrid è stato cancellato.
Ogni tanto andiamo a controllare lo stato del volo, e ad un certo punto, leggiamo che il volo è stato di nuovo, alle 23!
Poco prima delle 21 decidiamo che potrebbe essere una buona idea mettere qualcosa nello stomaco, mentre mangiamo annunciano che "RyanAir è spiacente di informare che a causa di uno sciopero improvviso del personale di terra il volo per Barcellona è stato cancellato". E io mi chiedo, ma invece di annunciarli uno alla volta, annunciare che a causa del suddetto improvviso sciopero tutti i voli per la Spagna erano cancellati, no?

Comunque, alle 22.30 il volo decolla e atterra tranquillamente dopo un'ora e mezza di volo. Ritiriamo il bagaglio senza il minimo problema e ci dirigiamo alla metropolitana.
Riusciamo a fare il biglietto cumulativo per 5 giorni per tutti i mezzi di Berlino e ci dirigiamo ai binari. Tra l'una e le due del mattino siamo in giro sulla metropolitana di Berlino.







Il primo treno che prendiamo ci porta a 3 fermate dalla nostra destinazione e annuncia il capolinea. Pochi minuti dopo ne arriva un altro che ci porta avanti di una fermata. A quel punto decidiamo, con altre due ragazze nella nostra stessa situazione, di prendere un taxi in 4 e farci lasciare ognuno al proprio ostello/albergo che tanto sono vicini alla stessa fermata della metropolitana. Ebbene riusciamo a beccare il taxista più imbranato di Berlino: iniziamo a parlargli in inglese e lui fa sì con la testa, solo una volta partiti ci parla a sua volta, in tedesco. Per fortuna il suo navigatore è meno imbranato di lui e ci porta tutti e quattro alle due destinazioni.

Alle 2 del mattino arrivamo sulla riva della Sprea all'Eastern-Comfort e la guardia notturna ci fa entrare e ci spiega in inglese, con la s talmente sibilante che si capiscono metà delle parole, alcune cose e ci da la chiave della cabina 32. Puntiamo la sveglia e nanna!