I Guadiani di Atlantide

venerdì, febbraio 25, 2011

Crostata di crema al limone

Ieri per cercare una ricetta salata (totani al limone, che non ho trovato) ho sfogliato un po' di riviste di cucina e ho trovato la ricetta per la torta di questa settimana. In realtà ne ho trovate due, una l'ho fatta per questo fine settimana, l'altra la userò settimana prossima.
Ho fatto la Crostata di crema al limone
versione seria ;)
- pasta frolla
- 350 gr di crema
- un limone

Fai la pasta frolla (siccome non mi ricordo a memoria come si faccia la trovate anche qui).
Mentre la pasta frolla riposta fai la crema (idem qui).
Alla crema aggiungi il succo del limone e la buccia grattuggiata di mezzo limone, e mescoli finchè il succo non è ben amalgamato.
Stendi la pasta nella tortiera e versaci la crema. In forno caldo a 180° per 40 minuti.
versione pigra ;)
- un rotolo di pasta frolla già pronta
- una confezione di crema già pronta
- un limone

Versi 350gr di crema in una ciotola, aggiungi il succo del limone e la buccia grattuggiata di mezzo limone. Mescoli bene finchè il succo del limone è ben amalgamato. Stendi la pasta frolla nella tortiera, e versi la crema. In forno caldo a 180° per 40 minuti.

La prossima volta voglio però provare a cuocere la pasta per 10 minuti, con sopra ceci/fagioli/riso/qualcosa in una tortiera in silicone che ha una forma particolare e poi metterci la crema e finire la cottura con gli altri 30 minuti. Mi sa che viene più scenografica

lunedì, febbraio 21, 2011

Finta Sacher e Caprese

Essendo spesso ospite a dormire da Koi ho pensato che sarebbe carino portare qualcosa ogni volta e approfittando di S. Valentino ho copiato la sister, che ha preso non solo mio cognato, ma tutta la sua famiglia, per la gola e ho deciso di portare delle torte fatte da me. Prendendo il treno abbastanza presto, il sabato mattina non ce la faccio a fare la torta, così la faccio il venerdì sera.

Il venerdì prima di S. Valentino ho fatto una finta Sacher: due torte al cioccolato (tipo torta Margherita) con in mezzo uno strato di marmellata di Lamponi e sopra la glassa al cioccolato.
Barando un po' si può anche fare con due preprati per torte (di quelli che apri e inforni) e due buste di glassa al cacao già pronta (che la devi solo scaldare a bagnomaria o in microonde).
Ne fai una, intanto cuoce impasti la seconda e la cuoci mentre la prima si raffredda un po'; fai raffreddare anche la seconda. Metti su un piatto la prima torta e ci metti sopra uno strato abbondande di marmellata (io ho usato quella di lamponi che è un po' asprigna e compensa il dolce della torta) e sopra la seconda torta. Copri il tutto con la glassa anche sul bordo.
Una volta tagliata ed impiattata Koi ci ha messo di fianco una buona dose di panna montata.


Questo venerdì pensavo di fare lo strudel di pere e marron glacè, ma Koi mi ha detto di avere voglia di una torta tipo la Gata (torta tipica vicentina) fatta con mandorle e cioccolato. Così ho fatto la Caprese: un torta di origine napoletana, fatta con mandorle, cioccolato fondente (come da desideri di Koi) burro e uova (niente farina).
L'ho assagiata la prima volta al compleanno del Pesce lo scorso anno, fatta da Giuseppe, e mi è piaciuta tanto che l'ho tampinato via mail per giorni per averne la ricetta, che si trova anche con una googlata minima. Quest'anno invece la fatta il Pesce stessa, ed era sempre buonissima.
Amalgami 100gr di burro con i tuorli (7) aggiunti uno alla volta e lo zucchero (3 etti) aggiunto un po' alla volta. Aggiungi 3 etti di mandorle sminuzzate e altrettanto cioccolato fondente fuso con un pochino di latte per evitare che si bruci. Gli albumi vanno montati a neve fermissima e poi aggiunti al composto con 2 cucchiaini di lievito. In forno a 180° per 40 minuti. Al momento di servire una bella spolverata di zucchero a velo.
Anche affianco a questa Koi ha messo la panna montata.

giovedì, febbraio 10, 2011

Nel mio armadio

Sul Corriere, un bel po' di tempo fa c'era quest'articolo, ossia la lista delle 30 cose che non dovrebbero mancare nel guardaroba di ogni donna.

1- Clutch-bag (borsetta microscopica)
Yes, e l'adoro perchè fa tanto Hachiko, anche se di solito me ne vado in giro con una borsa ben più grande.
2- Un portagioielli (economico o extralusso)
Yes, uno di pelle rossa della nonna ed uno di legno con carrillon regalatomi da mamma e papà.
3- Guanti di pelle
Yes, anche questi della nonna.
4- Una cintura alta e rigida
Assolutamente no, ho una sola cintura, ma è bassa e morbidissima e coloratissima.
5- Un paio di pantaloni fatti su misura
No, pantaloni ne ho tanti, ma fatti su misura, no.
6- Mascara volumizzante
Ne ho comprato uno per un cosplay, ma non l'ho mai usato.
7- Camicia di seta
Yes, nera, of course.
8- Una spilla vintage
Yes, trovata nel portagioie della nonna.
9- Un paio di pantofole di seta
No, di seta no, le ho di feltro.
10- Un ombrello
Yes, me ne hanno regalato uno nero con la mappa del cielo fluorescente, ed un'altro della H2O azzurro col gatto nero.
11- Un basco (il cappello del momento)
Yes, cappelli ne ho una cifra! Un basco, un cappellino stile anni '20, e altri.
12- Il classico tubino nero
Sì e no, ho due tubini uno grigio ed uno rosa.
13- Un anello largo e colorato in pietre preziose (o bigiotteria)
Yes, ne ho uno di vetro azzurro, ma non lo metto mai per paura di romperlo
14- Un bolero in paillettes
Ho un gilet in paillettes, conta lo stesso?
15- Un anello di diamanti (che sia obbligatoriamente “free from conflict”, ovvero non arrivi da paesi dove si combatte)
Magari....
16- Una maglia di puro caschemere
Due maglioni (uno nero ed uno beige) possono andare?
17- Intimo contenitivo
No.
18- Un reggiseno senza cuciture
Assolutamente no! Che fastidio, non tengono niente.
19- Stivali neri piatti stivali neri
Yes, un paio neri, più un paio neri col tacco da 4 ed un paio azzurri col tacco 8.
20- Un paio di semplici scarpe da ginnastica
Yes, anche più di un paio.
21- Una collana importante (anche finta, basta che faccia scena)
Credo di sì.
22- Almeno due paia di jeans: scuro e stretto per la sera e uno più comodo per il week-end
Paia di Jeans ne ho più di uno, ma non so se ricadono in queste due categorie.
23- Mollettine per capelli
Hai voglia! Di aggeggi per capelli ne ho un sacco: elastici, mollette e mollettine, ciappi e ciappini, cerchietti, bacchette, fermacapelli.....
24- Smalto rosso lacca per unghie
Smalti sì, rosso no li ho: bianchi, verdi (comprato per fare l'elsa di Narsil e le spille elfiche), trasparenti.
25- Il classico blazer che va su tutto
Yes, di cachemire, morbidissimo!
26- Un cappotto di sartoria
Yes, grigio.
27- Un costume da bagno che vada bene per la piscina della palestra e in vacanza
Penso di sì.
28- Un phon di qualità
Yes, regalo di compleanno di quest'anno di due mie amiche.
29- Intimo e completo notte in seta
Ho una camicia da notte di seta, l'intimo no.
30- Una semplice maglietta bianca
Yes, a maniche corte, la uso in palestra quando quelle nere sono tutte a lavare.

Berlino 2010 - 2a puntata

Sabato 4 dicembre - il primo giorno
(con un paio di mesi di ritardo)
Sorvoliamo sullo stress post-traumatico da sveglia che suona nel bel mezzo dei tuoi sogni, e apriamo le tende e ci si presenta questo spettacolo: lastre di ghiaccio che navigano nella Sprea, e sullo sfondo l'Oberbaumbrucke. Ora è percorso dalla metropolitana di superficie (la maggiorparte delle volte sopraelevata), auto, bus, tram, motorini, bici e pedoni; dal '61 all'89 era solo percorribile a piedi in quanto uno dei passaggi tra Berlino Est e Berlino Ovest.
Decidiamo, per il primo giorno, di girare la zona che va dalla Porta di Brandeburgo ad Alexanderplatz, e uscendo scopriamo che di giorno il nostro ostello ha questo aspetto: una carinissima barca - o è una nave? - bianca e azzurra ormeggiata nella Sprea, alle due del mattino non ce n'eravamo accorti. Sapevamo che fosse una barca, ma, per lo meno io avevo troppo sonno per vederla davvero!

Prendiamo la S5 (0 la S7 o la S75 che per un pezzo fanno lo stesso percorso e quindi per noi andavano bene tutte e tre) fino ad Alexanderplatz e poi la U2 fino a Potsdamer Platz, e risaliamo in superficie. Se me l'avessero raccontato prima non avrei mai creduto quanti ristorantini/bar/fast-food ci siano alle fermate della metropolitana (che sia sopraelevata che sotterranea) berlinese: Dunkin Donuts, McDonald, mille caffetterie diverse, ristorantini etnici, chioschi di wurstel, bretzel, currywurst e sui treni e per strada tantissime persone che stringevano tra le mani un bicchiere di caffè d'asporto; ovviamente non l'espresso italiano, ma il caffè lungo, lunghissimo, all'americana (che a me piace anche di più). E altrettante persone, forse di più, con una bottiglia di birra; anche alle dieci del mattino.

In Potsdamer Platz si trovano alcuni resti del Muro, davanti ai quali un ragazzo in uniforme dell'armata rossa spiega, in tutte le lingue, italiano compreso, come potete farvi timbrare un finto passaporto, e racconta un po' di cose sul Muro. Ai pezzi di cemento riempiti di grafiti sono intercalati dei pannelli in cui è spiegata per bene, in tedesco ed in inglese, la storia del Muro, sarebbe stato interessantissimo fermarsi a leggere tutto, ma lo farò quando tornerò a Berlino in primavera. Non c'era il freddo polare che ci avevano prospettato tv e giornali, ma non faceva neanche abbastanza tiepido da stare fermi, coi piedi nella neve, a leggere per più di mezz'ora!
Ci avviamo lungo la strada che va verso la Porta di Brandeburgo, seguendo più o meno il percorso che faceva il Muro e davanti a noi si para una visione: un negozio della Haagen Dazs! E affianco Starbucks, il mio primo caffè da Starbucks! Delizioso, ma molto molto molto più bollente di quanto mi aspettassi! Nei giorni seguenti ci siamo infilati più volte da Starbucks per mettere qualcosa di caldo nello stomaco.
E così sono entrata anch'io tra le fila di coloro che vorrebbero Starbucks in Italia, o che non vedono l'ora di tornare all'estero per andare da Starbucks... ok quest'ultima è un'esagerazione, ma se andando all'estero si capitasse davanti a Starbucks, chi non entrerebbe?

Per quanto sia stato una delizia, questo mio primo "caffè" da Starbucks ci ha un po' sballati con gli orari dei pasti per il resto della giornata, erano le 11, e nonostante si sia camminato ininterrottamente alle 14 abbiamo dovuto costringereci ad andare a mangiare per non trovarci poi a cenare a mezzanotte.
Andando verso la Porta di Brandeburgo incontriamo il Memoriale della Shoah: in uno spiazzo non piano di 19.000 metriquadrati, ci sono questi 2711 blocchi di cemento (credo) altri da 20cm a più di 4 metri disposti a distanza regolare l'uno dall'altro, ma non in ordine crescente o descrescente di altezza, per il criterio dell'altezza credo siano messi a caso, o comunque quella è l'impressione che danno. Se si entra nello spiazzo e ci si inoltra tra i blocchi più alti, si perde completamente la visuale di quello che non sia il proprio sentiero e man mano di quelli che l'incrociano.
I bambini ci giocano a nascondino, o come in questo caso, fanno a palle di neve. Non penso sia irrispettoso, ma in un certo qual modo quasi celebrativo: cosa c'è di più bello al mondo delle risate dei bambini? e credo che ricordare i morti in un posto o in un modo che dia gioia sia il modo migliore di ricordarli.

Pariser Platz con la neve, l'albero di Natale e la Menorah, è magnifica, e l'Unter den Linden con i tigli, per quanto giovani, sotto la neve è una delle vie commerciali più belle che abbia mai visto. L'Unter Den Linden, nell'800 era la "passeggiata bene" di Berlino, sotto il regime comunista era la sede delle parate militari, e per questo scopo tutti i tigli sono stati tagliati. Negli anni '90 del XX° secolo sono stati piantati dei nuovi tigli e i piani terreni dei palazzi si sono riempiti di negozi di souvenirs (ce n'è uno ogni 50 metri, su un marciapiede e sull'altro), di beni di lusso (concessionarie di Porche, Bentley, Rolls), e ristoranti.
L'Unter Den Linden finisce alla Museum Insel, un'isola nella Sprea su cui sono raccolti i maggiori musei berlinesi (il museo di storia tedesca, l'Altes Museum, il Pergamon Museum...) e nella piazza tra i due ponti sulla Sprea sorge il Duomo di Belino: chiesone barocco, nel quale non siamo entrati...
Mangiamo da MAREDO, di cui avevo letto meravigli su un forum, la carne è effettivamente fantastica, ma noi eravamo ancora sazi del "caffè" per godercelo davvero!

Nel pomeriggio giriamo nelle vie attorno all'Unter den Linden alla ricerca della piazza del Teatro dell'Opera, sulla quale si affacciano due chiese gemelle: il Duomo dei Francesi ed il Duomo dei Tedeschi. Il Duomo dei Francesi era la chiesa degli Ugonotti emigrati in Germania dopo la Strage deglil Ugonotti compiuta in Francia nella Notte di San Bartolomeo, ora è un museo che ne racconta la storia; è un museo di molti documenti, libri, qualche quadro e didascalie solo in tedesco.... Nella piazza tra le due chiese un mercatino di Natale, ma deve essere particolare perchè per entrarvi bisogna pagare un biglietto, e l'ingresso è controllato da figuranti in uniforme settecentesca. Ci colpisce una bellissima cascata di ghiaccio sul lato esterno di questo mercatino e guardandola bene vediamo che all'interno della cascataè imprigionata una palla di Natale di una quindicina di centimetri di diametro!

Anche attorno alla Marienkirke c'è un mercatino, questa volta ad ingresso gratuito e ci facciamo un giro; c'è da uscirne ubriachi solo per aver respirato l'aria profumata dal mille e mille venditori di vin brulè! E non sono i soli che vediamo nell'arco della giornata: ai fianchi dell'Unter Den Linden , sotto la Torre televisiva ad Alexander Platz (dove c'è anche una ruotina panoramica), dietro la stazione della metropolitana di Alexander Platz....

Il sole è ormai calato e decidiamo di andare a visitare il Museo di Storia tedesca, non prima di aver fotografato un palazzo, non abbiamo idea di cosa sia, ma che di notte viene illuminato in maniera bellissima. Nel museo sono raccolti reperti della Germania preistorica, romana, medievale (m'incanto davanti ad una stauta di Carlo Magno) e via fino al XX secolo (m'incanto anche davanti ad ritratto di Carlo V). Purtroppo la sezione moderna la dobbiamo fare un po' di corsa perchè si avvicina l'orario di chiusura del Museo.

A cena sfogliamo la guida per decidere cosa vistare l'indomani (che spero di raccontarvi in tempi più brevi di questa seconda puntata).

La conice delle foto è un free di ShabbyBlog

Prove di scrap



Il LO è un free di Shabby Blog ed è una manna dal cielo per chi, come a me, piace lo scrapbooking, ma è negata.

mercoledì, febbraio 09, 2011

Scambio di sms

Ieri
R: "Che fai stasera?"
E: "Il trailer per..."

Stamattina
E: "Ok al regista è piaciuto anche se vuole alcune modifiche sulle scritte"
R: "Non avevo dubbi che gli sarebbe piaciuto, non poteva essere altrimenti."
E: "Grazie della fiducia accordataci! Comunque dovrei fare il montatore di trailer come Cameron Diaz nel film... quello dove c'è anche Jack Black..."
R: " 'L'Amore Non Va In Vacanza' (The Holiday) con C. Diaz, J. Law, K. Winslet, J. Black, E. Wallach. L'hai visto?"
E: "Sì, quello.... L'ho visto"
R: " Quindi se tu sei la Diaz, io sono Jude Law? Il cui personaggio, Graham, in effetti lavora nell'editoria..."
E: "Inquietante coincidenza..."
R: "Perchè inquietante?"
E: "Perchè le possibilità di combinazioni fra un cineasta e un editore sono inquietantemente poche... Credo!"

In effetti è una buffa coincidenza che Koi ed io lavoriamo (anche se invertiti) negli stessi campi dei due personaggi di uno dei miei film preferiti.
Una sera ho messo su il dvd e me lo sono gustato per bene, quando il film è finito il dvd è tornato al menù e siccome non ho fatto nulla, l'idea era finire la riga che stavo ricamando e poi spegnere tutto, dopo alcuni minuti il film è ricominciato. Non l'ho fatto perchè era tardi, ma me lo sarei guardato da capo, senza il minimo problema, gustandomelo come se non lo vedessi da tempo, e non l'avessi appena rivisto.
Che le possibilità, che un cineasta ed un editore* si trovino siano più o meno alte non ne ho la più pallida idea, però mi piace l'idea.
Mi piace, come mi piace il film: pervaso da una positività di fondo che permane anche nei momenti di sconforto, di quelli che quando li guardi ti senti come se ti fossi messa in poltrona, avvolta in un quilt davanti al camino acceso con una tazza di ciocciolata in mano (anche se sei in un appartamento modernissimo e minimalista, senza quilt e tantomeno il camino), coccolata e tranquilla, e sicura che finirà tutto bene. E a proposito di "The Holiday" il Rose Hill Cottage, la casa dove vive Iris non è meraviglioso? Con i due camini, un sacco di libri, il bagno con le pareti di pietra... shabbyssimo e bellissimo!


*usiamo questo termine per semplificare, unendo un po' quello che faccio e quello che vorrei fare

giovedì, gennaio 27, 2011

Giornata della memoria

Oggi voglio celebrare la Giornata della Memoria attraverso chi ha raccontato storie riguardanti la Shoah:
More about La bambina che salvava i libriFu a nove anni che Liesel iniziò la sua brillante carriera di ladra. Certo, aveva fame e rubava mele, ma quello a cui teneva veramente erano i libri, e più che rubarli li salvava. Il primo fu quello caduto nella neve accanto alla tomba dove era stato appena seppellito il suo fratellino. Stavano andando a Molching, vicino a Monaco, dove li aspettavano i loro genitori adottivi. Il secondo, invece, lo sottrasse al fuoco di uno dei tanti roghi accesi dai nazisti. A loro piaceva bruciare tutto: case, negozi, sinagoghe, persone... Piano piano, con il tempo ne raccolse una quindicina, e quando affidò la propria storia alla carta si domandò quando esattamente la parola scritta avesse incominciato a significare non solamente qualcosa, ma tutto. Accadde forse quando vide per la prima volta la libreria della moglie del sindaco, un'intera stanza ricolma di volumi? Quando arrivò nella sua via Max Vandenburg, ex pugile ma ancora lottatore, portandosi dietro il "Mein Kampf" e infinite sofferenze? Quando iniziò a leggere per gli altri nei rifugi antiaerei? Quando s'infilò in una colonna di ebrei in marcia verso Dachau? Ma forse queste erano domande oziose, e ciò che realmente importava era la catena di pagine che univa tante persone etichettate come ebree, sovversive o ariane, e invece erano solo poveri esseri legati da spettri, silenzi e segreti.

More about La chiave di SarahLa notte del 16 luglio 1942 la piccola Sarah viene svegliata di soprassalto. A tempestare di colpi la porta della sua casa parigina è la polizia: Sarah deve alzarsi, vestirsi in fretta e raggiungere insieme alla sua famiglia e al resto della comunità ebraica il Vélodrome d'Hiver. Prima di venire trascinata via, però, Sarah riesce a mettere in salvo il fratellino: lo chiude a chiave in un armadio con l'intenzione di tornare a liberarlo. Non immagina che quel gesto lo condannerà a morte sicura... Sessant'anni più tardi, una giornalista americana viene incaricata di realizzare un'inchiesta sul Vélodrome e sul destino delle migliaia di ebrei che lì furono ammassati prima di essere deportati nei lager. Interroga testimoni, documenti, sopravvissuti, e finisce per imbattersi nella storia di Sarah. Le ricerche la condurranno in America, poi in Italia, infine nuovamente in Francia. Dove il passato e il presente si incroceranno. E dove, insospettabilmente, il destino di quella bambina finirà per intrecciarsi al suo.


Io ho letto questi due, entrambi raccontano storie di bambine nella Seconda guerra mondiale. Entrambi sono tristi, perchè raccontano un triste periodo dell storia umana, entrambi però lo raccontano in modo leggero, delicato, lieve. Non si deve pensare che non diano il giusto peso a cosa sia successo, tutt'altro! Secondo me è un buon modo per raccontare e ricordare, come un buon modo per ricordare è lasciare giocare a nascondino i bambini all'interno del Memoriale alla Shoah a Berlino.

venerdì, gennaio 21, 2011

AAAAAARRRRRGGGGGHHHHHHH

Conta fino a 10... 100... 1000..., facciamo 5000 che è meglio.

Ok, io non so di quante pagine sarà fatto questo stramaledetto catalogo, ma dopo 80 pagine* gli viene in dubbio se tenere i pallini blu?
C'è un pallino blu per ogni immagine e in ogni pagina ci sono dalle 4 alle 6 immagini...

E poi io non devo innervosirmi perchè mi danno le informazioni col contagocce?




* e sono solo 80 perchè ho fatto resistenza passiva all'orrore estetico e ho lavorato con la velocità di un bradipo.

martedì, gennaio 18, 2011

Desiderio

E ovviamente, più la realizzazione del progetto-CasaMia si allontana più o ho voglia di organizzare una cena, con gli Amici.

Come la cena cous-cous di settembre:
"perchè ciò che aiuta a ritrovare il calore umano perduto è il cibo, sia esso cucinato, comperato, regalato o da ristorante, comunque condiviso con le persone care, con amici che hanno speso energie e fantasia per organizzare una cena in compagnia.
Anche, e soprattutto alle soglie del terzo millennio."
(B. Buganza - In cucina con Banana Yoshimoto L'amore, l'amicizia, la morte, la solitudine nel cibo - Il Leone verde Edizioni, 2003)
E come a settembre ho voglia di sentirmi io la padrona di casa, di non avere mia madre che mi guarda male, se invece di portare i bicchieri su un vassoio li metto sul ripiano superiore del carrello con le bottiglie su quello inferiore.
Ok, sarà meno elegante, ma non ho ancora mai organizzato una cena elegante, e quando ne organizzerò una sarà un tripudio di trine, pizzi e merletti, e sottobicchieri, vassoi, centrini, sottopiatti, portatovaglioli ricamati, segnaposto decorati... ma finchè faccio cene più o meno in piedi, coi piattoni di plastica e i tovaglioli di carta, nessuno dice nulla se all'eleganza preferisco la comodità!
Non vedo l'ora che i lavori comincino, e soprattutto finiscano poi, per organizzare una bella cena d'inaugurazione, e poi le serate a guardare film, e ospitare gli amici non milanesi... ma quello che in questo momento ho davvero più voglia di fare è passare il pomeriggio a cucinare per i miei Amici invitati a cena.

lunedì, gennaio 17, 2011

Karma police

(ma non c'entrano i Radiohead)
Venerdì sera ho trattato male il Fratellino, me ne sono pentita e stamattina abbiamo chiarito e tutto è stato perdonato.
Un po' ci credo nella legge del contrappasso e anche se non penso che un piccolo diverbio tra fratelli crei tali squilibri a livello karmico tra domenica sera e stamattina (prima della telefonata) me ne sono successe un paio...

Ieri sera mia mamma mi comunica di aver parlato sabato sera, col cugino geometra che segue i lavori per casa mia e lui le ha detto che a livello catastale i due appartamenti (il nostro e quello di mia nonna, dove andrò a stare io) sono uno solo e quindi a separarli anche in catasto il progetto che è stato fatto non va bene perchè il bagno non sarebbe a norma di legge. Così bisogna ricominciare da capo a pensare il progetto.

Stamattina, in ritardo, vestita per bene, in corridoio davanti alle scarpe, tolgo le ciabatte, ed sento bagnato sotto i piedi... sono riuscita a mettere il piede sinistro in una vomitatina di uno dei due gatti. E così da capo a cambiarmi! Frak!

giovedì, gennaio 13, 2011

Basita!

Giù in ufficio è arrivata una mail con allegato un'immagine (fondamentalmente un regimental beige-azzurro-bianco) della quale dobbiamo fare col plotter una stampa di prova.
Ovviamente la mail è stata scaricata in locale, quindi non è più sul server e non posso pescarla direttamente da qui: bisogna portar giù in ufficio la chiavetta usb, mettere l'immagina su chiavetta, riportare qui su la chiavetta e io al stampo.
E dove sta il problema?
Il problema sta nel fatto che la SegretariaPiùVecchia non è capace di farlo...

Quasi quasi lascio l'incisa e vado giù a fare la segretaria e le cose che non ho voglia di fare dico di non essere capace di farle....

martedì, gennaio 11, 2011

The

Tra le varie idee con cui sono tornata al lavoro c'è la macchina per il caffè americano, con la quale non faccio il caffè, per ora, ma scaldo l'acqua per il the.
E oggi sono stata alla Lefel e ho fatto la spesa: - una tazza Pantone 3395
- Thè des Sables
- Thè des Lords
- The du Hammam Rouge
- The Fleur de Geisha
Alla Lefel davanti ai vari scaffali dei vari Thè c'era il "campioncino" per poter annusare le varie miscele e ho scelto, ovviamente quelle che mi piacevano di più.
Nonostante io beve il the leggerissimo, bevo quasi esclusivamente (e di conseguenza ho comprato) thè nero.
Oggi ho assaggiato il Thè du Hammam Rouge, buono, fruttato (anzi fiorato che ha dentro petali di vari fiori); se avessi potuto zuccherarlo sarebbe stato delizioso.
Quasi quasi tornando a casa ripasso alla Lefel e me ne compro degli altri da portarmi a casa






A vederlo in foto non si direbbe, ma è la cosa più morbida su cui abbia mai messo le mani.

Grazie, koi*









*nda, se siete curiosi.

lunedì, gennaio 10, 2011

Tornata

Tornata a Milano, da qualche giorno.
Tornata al lavoro, rientro abbastanza mobido.
Tornata con buoni propositi, idee e progetti.
Tornata piena di nostalgia per i giorni trascorsi a Feltre e per le persone con cui li ho trascorsi.
Tornata.

lunedì, dicembre 27, 2010

Harry Potter e I Doni della Morte

Finalmente mercoledì 15, a quasi un mese dall'uscita, sono riuscita ad andare a vedere la prima parte dell'ultimo film della saga.
Per un attimo Bro ed io abbiamo avuto l'illusione di una visione come quella del Principe Caspian (solo io e lei in sala), ma pian piano la sala si è riempita.

Il film in sè mi è anche piaciuto, ma non mi ha convinto. Il film de Il Principe Mezzosangue non mi è piaciuto e l'ho visto una volta al cinema ed una sola volta in dvd, mentre questa prima parte de I Doni, penso meriti più di una visione, anche cinematografica volendo.
L'idea che facessero due film da I Doni mi ha lasciata perplessa fin dalla prima volta che l'ho sentita perchè, nonostante le 701 pagine, non c'è materiale per farne due film. Avrebbero potuto fare due film dal Calice, dall'Ordine, anche dal Principe, ma dai Doni?

Mi è piaciuto come hanno riassunto tutto il pezzo di campeggio in giro per l'Inghilterra, però avrebbero potuto lasciare tutta la parte con Krecher, e vari pezzi qua e là che non ho capito perchè abbiano tagliato. Non faccio l'elenco preciso delle cose che mi hanno lasciata perplessa perchè non vorrei spoilerare se qualcuno non l'avesse ancora visto.

Comunque il giudizio è positivo, attendo con ansia la seconda parte.

martedì, dicembre 21, 2010

21-12-2010

Felice Solstizio d'Inverno

"Per un altro anno non ci sarà un giorno così breve, nè una notte così lunga, e per sei mesi ogni giorno sarà un po' più caldo e luminoso del precedente.
Spero tanto che questo fenomeno atmosferico sia anche una metafora dela tua vita. E che magari le cose inizio a girare bene, che non durino solo sei mesi."
(GMT)

Stamattina sono stata salutata così da un Amico, e mi è parso tanto poetico e mi è piaciuto tanto che lo ripropongo a chi passasse di qui.

mercoledì, dicembre 15, 2010

Che belle persone!

Questa notte è mancato il marito della Portinaia dello stabile dove sta la ditta. Lo conoscevamo tutti, era sempre gentile, cordiale, una persona buona.
Stamattina la Portinaia (conosco il suo nome, ma non mi va di usarlo e chiamarla vedova è brutto, vero, ma brutto) ha chiesto ad uno dei nostri operai se potessimo stamparle due fogli A4 con su scritto "Chiuso per Lutto", niente di trascendentale, direi.
La richiesta è arrivata giù in ufficio e le impiegate hanno fatto tutte orecchie da mercante: veramente delle belle persone!
La richiesta allora è salita qui in incisa e in due minuti il file l'abbiamo fatto, sono scesa per stamparlo con la laser A4 dell'ufficio (che stamparli col plotter mi sembrava eccessivo) e avreste dovuto vedere con che aria schifata hanno preso i due fogli che uscivano dalla stampante e me li hanno passati.

lunedì, dicembre 13, 2010

Berlino 2010 - 1a puntata

Una settimana fa, attorno a mezzogiorno e mezza, eravamo a Berlino in un negozio della Lego al Sony Center, e poco dopo ci siamo trovati davanti una cremina di funghi, deliziosa, delicatissima, servita in un BICCHIERE!

Ma andiamo con ordine:
Venerdì 3 dicembre - la partenza

L'aereo parte da Orio alle 19.40, così, per essere lì con un po' di anticipo alle 16.30 sono in Centrale, sul pullman che mi porterà all'aeroporto in un'oretta circa.
Il pullman parte con un paio di minuti di ritardo (o forse è il mio orologio ad essere avanti, ma per un paio di minuti non cambia nulla) e si avvia verso Cascina Gobba e poi l'autostrada. Il traffico in città è il solito, per cui si va abbastanza piano. Non appena entra in autostrada il pullmann praticamente si ferma e comincia a procedere a passo d'uomo, e così procede per la seguente ora e mezza, insomma invece di arrivare inaeroporto alle 17.30 circa, ci arrivo alle 18.30! Il check-in del nostro volo terminava alle 19.00, "ce la faccio per il rotto della cuffia, ma ce la faccio" pensavo.

Salvo scoprire, una volta giunta in aeroporto, ed incontrato il mio compagno di viaggio, che il volo era stato spostato alle 22!
Riuniamo i due bagagli in uno, e facciamo comunque il check-in, così non dobbiamo trascinarci il trolley in giro per l'aereoporto per 3 ore. Non avendo altro da fare ci sediamo e ci assalgono i dubbi:
- il volo partirà in ritardo o verrà cancellato?
- quando arriveremo a Berlino, i mezzi pubblici funzioneranno ancora?
- quando arriveremo a Berlino, in albergo ci sarà ancora qualcuno ad aprirci la porta?

Per rispondere alla prima domanda ci rechiamo ad un punto info e ci dicono che per le notizie che hanno il volo non dovrebbe essere cancellato.
La risposta alla seconda la otteniamo leggendo sulla guida che i mezzi pubblici a Berlino vanno tutta la notte, dopo una certa ora le corse sono ridotte di numero, ma ci sono.
Per rispondere alla terza domanda ci rivogliamo alla telefonata a casa: chiamo la sister che gentilissima manda una mail a quelli dell'albergo avvertendoli che il volo è stato spostato di 3 ore e che quindi arriveremo dopo mezzanotte. La risposta giunge rapida: dopo una certa ora c'è comunque un guardiano notturno, ma ci danno comunque il codice della porta.


Mentre siamo lì ad aspettare prestiamo orecchio ad ogni annuncio, soprattutto a quelli che cominciano con "RyanAir è spiacente di informare..." e ne sentiamo uno verso le 19.45 che annuncia che a causa di "uno sciopero improvviso del personale di terra" il volo per Madrid è stato cancellato.
Ogni tanto andiamo a controllare lo stato del volo, e ad un certo punto, leggiamo che il volo è stato di nuovo, alle 23!
Poco prima delle 21 decidiamo che potrebbe essere una buona idea mettere qualcosa nello stomaco, mentre mangiamo annunciano che "RyanAir è spiacente di informare che a causa di uno sciopero improvviso del personale di terra il volo per Barcellona è stato cancellato". E io mi chiedo, ma invece di annunciarli uno alla volta, annunciare che a causa del suddetto improvviso sciopero tutti i voli per la Spagna erano cancellati, no?

Comunque, alle 22.30 il volo decolla e atterra tranquillamente dopo un'ora e mezza di volo. Ritiriamo il bagaglio senza il minimo problema e ci dirigiamo alla metropolitana.
Riusciamo a fare il biglietto cumulativo per 5 giorni per tutti i mezzi di Berlino e ci dirigiamo ai binari. Tra l'una e le due del mattino siamo in giro sulla metropolitana di Berlino.







Il primo treno che prendiamo ci porta a 3 fermate dalla nostra destinazione e annuncia il capolinea. Pochi minuti dopo ne arriva un altro che ci porta avanti di una fermata. A quel punto decidiamo, con altre due ragazze nella nostra stessa situazione, di prendere un taxi in 4 e farci lasciare ognuno al proprio ostello/albergo che tanto sono vicini alla stessa fermata della metropolitana. Ebbene riusciamo a beccare il taxista più imbranato di Berlino: iniziamo a parlargli in inglese e lui fa sì con la testa, solo una volta partiti ci parla a sua volta, in tedesco. Per fortuna il suo navigatore è meno imbranato di lui e ci porta tutti e quattro alle due destinazioni.

Alle 2 del mattino arrivamo sulla riva della Sprea all'Eastern-Comfort e la guardia notturna ci fa entrare e ci spiega in inglese, con la s talmente sibilante che si capiscono metà delle parole, alcune cose e ci da la chiave della cabina 32. Puntiamo la sveglia e nanna!

venerdì, dicembre 03, 2010

‎52.30N-13.25E

Stasera parto.
La mia destinazione è alle coordinate qui sopra, ma vi rendo la vita facile e per chi ancora non lo sapesse, vado a Berlino.
La meta è stata decisa un mese fa, più o meno.
D'accordo che l'ultima volta che sono stata all'estero era il 2005, era giugno, non ho preso l'aereo e che da allora mi sono mossa pochissimo ed era quindi naturale che come minimo nevicasse viola a pois arancioni una volta presa la decisione di passare il ponte di S.Ambrogio a Berlino, ma il fronte artico non poteva aspettare il 9 dicembre a rovesciarsi sull'Europa?
Il problema non é il freddo in sé, anzi preferisco quando fa freddo rispetto a quando fa caldo, il mio problema sono gli aeroporti in tilt!

mercoledì, novembre 17, 2010

17 novembre

In quella che si ritiene la giornata più jellata dell'anno (il 17 novembre, appunto) si festeggia la GIORNATA DEL GATTO NERO.
La Giornata del Gatto Nero è stata inventata perchè queste meravigliose creature sono ancora troppo spesso vittime della superstizone che le vuole portatrici di sfortunae per questo vengono soppresse.
Certo in un mondo in cui tanti bambini muoiono di fame sembra assurdo dover inventare una giornata per convincere la gente a non ammazzare i gatti neri perchè si crede che portino sfortuna, ma secondo me è ancora più assurdo uccidere un essere vivente per superstizione!

Per celebrare questa giornata una bella foto dei miei due gatti in versione alieni dello spazio profondo con gli occhi laser.