I Guadiani di Atlantide

giovedì, novembre 14, 2013

La Linea d'Ombra


La linea d'ombra 
la nebbia che io vedo a me davanti
 per la prima volta nella vita mia mi trovo a saper quello che lascio e a non saper immaginar quello che trovo 
mi offrono un incarico di responsabilità 
portare questa nave verso una rotta che nessuno sa 
è la mia età a mezz'aria in questa condizione di stabilità precaria 
ipnotizzato dalle pale di un ventilatore sul soffitto 
mi giro e mi rigiro sul mio letto 
mi muovo col passo pesante in questa stanza umida di un porto che non ricordo il nome 
il fondo del caffè confonde il dove e il come 
e per la prima volta so cos'è la nostalgia 
la commozione 
nel mio bagaglio panni sporchi di navigazione 
per ogni strappo un porto 
per ogni porto in testa una canzone 
è dolce stare in mare quando son gli altri a far la direzione 
senza preoccupazione soltanto fare ciò che c'è da fare 
e cullati dall'onda notturna sognare la mamma... il mare.

Mi offrono un incarico di responsabilità 
mi hanno detto che una nave c'ha bisogno di un comandante 
mi hanno detto che la paga è interessante 
e che il carico è segreto ed importante 
il pensiero della responsabilità si è fatto grosso 
è come dover saltare al di là di un fosso che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato 
saltare verso il tempo indefinito dell'essere adulto 
di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura 
cosa sarò 
dove mi condurrà la mia natura? 
La faccia di mio padre prende forma sullo specchio
 lui giovane io vecchio 
le sue parole che rimbombano dentro al mio orecchio 
"la vita non è facile ci vuole sacrificio un giorno te ne accorgerai e mi dirai se ho ragione" 
arriva il giorno in cui bisogna prendere una decisione 
e adesso è questo giorno di monsone 
col vento che non ha una direzione 
guardando il cielo un senso di oppressione 
ma è la mia età 
dove si sa come si era 
e non si sa dove si va, 
cosa si sarà 
che responsabilità si hanno nei confronti degli esseri umani che ti vivono accanto 
e attraverso questo vetro vedo il mondo come una scacchiera 
dove ogni mossa che io faccio può cambiare la partita intera 
ed ho paura di essere mangiato ed ho paura pure di mangiare 
mi perdo nelle letture, 
i libri dello zen 
ed il vangelo 
l'astrologia che mi racconta il cielo 
galleggio alla ricerca di un me stesso con il quale poter dialogare 
ma questa linea d'ombra non me la fa incontrare. 

Mi offrono un incarico di responsabilità 
non so cos'è il coraggio se prendere e mollare tutto 
se scegliere la fuga 
od affrontare questa realtà difficile da interpretare 
ma bella da esplorare 
provare a immaginare 
cosa sarò quando avrò attraversato il mare 
portato questo carico importante a destinazione 
dove sarò al riparo dal prossimo monsone 

mi offrono un incarico di responsabilità 
domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire 
getterò i bagagli in mare 
studierò le carte 
e aspetterò di sapere 
per dove si parte 
quando si parte 
e quando passerà il monsone dirò 
levate l'ancora 
diritta 
avanti tutta 
questa è la rotta 
questa è la direzione 
questa è la decisione.

1 commento:

TateyaMari ha detto...

Un tuffo nel passato ed una verità sempre reale, conoscevo e conosco questa canzone e le parole a memoria le ho cantate riascoltandola.
Periodo di cambiamenti e allora vento in poppa amica mia: "dritto e per la via!" <3