I Guadiani di Atlantide

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giovedì, novembre 14, 2013

La Linea d'Ombra


La linea d'ombra 
la nebbia che io vedo a me davanti
 per la prima volta nella vita mia mi trovo a saper quello che lascio e a non saper immaginar quello che trovo 
mi offrono un incarico di responsabilità 
portare questa nave verso una rotta che nessuno sa 
è la mia età a mezz'aria in questa condizione di stabilità precaria 
ipnotizzato dalle pale di un ventilatore sul soffitto 
mi giro e mi rigiro sul mio letto 
mi muovo col passo pesante in questa stanza umida di un porto che non ricordo il nome 
il fondo del caffè confonde il dove e il come 
e per la prima volta so cos'è la nostalgia 
la commozione 
nel mio bagaglio panni sporchi di navigazione 
per ogni strappo un porto 
per ogni porto in testa una canzone 
è dolce stare in mare quando son gli altri a far la direzione 
senza preoccupazione soltanto fare ciò che c'è da fare 
e cullati dall'onda notturna sognare la mamma... il mare.

Mi offrono un incarico di responsabilità 
mi hanno detto che una nave c'ha bisogno di un comandante 
mi hanno detto che la paga è interessante 
e che il carico è segreto ed importante 
il pensiero della responsabilità si è fatto grosso 
è come dover saltare al di là di un fosso che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato 
saltare verso il tempo indefinito dell'essere adulto 
di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura 
cosa sarò 
dove mi condurrà la mia natura? 
La faccia di mio padre prende forma sullo specchio
 lui giovane io vecchio 
le sue parole che rimbombano dentro al mio orecchio 
"la vita non è facile ci vuole sacrificio un giorno te ne accorgerai e mi dirai se ho ragione" 
arriva il giorno in cui bisogna prendere una decisione 
e adesso è questo giorno di monsone 
col vento che non ha una direzione 
guardando il cielo un senso di oppressione 
ma è la mia età 
dove si sa come si era 
e non si sa dove si va, 
cosa si sarà 
che responsabilità si hanno nei confronti degli esseri umani che ti vivono accanto 
e attraverso questo vetro vedo il mondo come una scacchiera 
dove ogni mossa che io faccio può cambiare la partita intera 
ed ho paura di essere mangiato ed ho paura pure di mangiare 
mi perdo nelle letture, 
i libri dello zen 
ed il vangelo 
l'astrologia che mi racconta il cielo 
galleggio alla ricerca di un me stesso con il quale poter dialogare 
ma questa linea d'ombra non me la fa incontrare. 

Mi offrono un incarico di responsabilità 
non so cos'è il coraggio se prendere e mollare tutto 
se scegliere la fuga 
od affrontare questa realtà difficile da interpretare 
ma bella da esplorare 
provare a immaginare 
cosa sarò quando avrò attraversato il mare 
portato questo carico importante a destinazione 
dove sarò al riparo dal prossimo monsone 

mi offrono un incarico di responsabilità 
domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire 
getterò i bagagli in mare 
studierò le carte 
e aspetterò di sapere 
per dove si parte 
quando si parte 
e quando passerà il monsone dirò 
levate l'ancora 
diritta 
avanti tutta 
questa è la rotta 
questa è la direzione 
questa è la decisione.

giovedì, settembre 19, 2013

"me li compro o no?"

Un paio di settimane fa mi è stato prestato il primo romanzo della serie di Percy Jackson.
Letto. Piaciuto.
In meno di due settimane li ho letti tutti e cinque.

Il problema si è posto ieri sera. Alla Feltrinelli. Davanti allo scaffale dei libri per ragazzi.
Solo i 13 euro a volume, in edizione economica (in brossura) , mi hanno trattenuto dal comprarmeli tutti e cinque. Anche se li ho già letti, e da poco.
Mi sono imposta di comprarmi solo il secondo volume de La Ruota del Tempo.

Quello che mi chiedo è: quale genere di impulso mi spingeva a comprarli? 
Avevo la tentazione di comprare tanti altri libri (il ciclo dei Guardiani di Ga'Hoole, tutti quelli de La Ruota del Tempo, la trilogia dei Custodi della Foresta di Robin Hobb, tanto per dirne qualcuno), ma sono questi sono libri che ancora non ho letto, e quindi capisco la tentazione di comprarli.
L'impulso a comprare dei libri che ho già letto, invece, non lo capisco. Cioè in parte lo capisco: potrei volerli rileggere. In tal caso, però, potrei farmeli riprestare, oppure comprarmeli in quell'occasione. Eppure l'impulso ieri è stato veramente forte e difficile da contrastare. E l'esserne uscita vittoriosa non mi ha fatto sentire soddisfatta di me stessa (come dovrebbe succedere quando si sconfigge un impulso che si sa essere nocivo), anzi mi sento come se fossi stata defraudata di qualcosa.

Se mai comprassi un biglietto della lotteria e vincessi, credo che spenderei tutta la vincita in libri (o comunque ne spenderei una buona parte in libri, il resto in materiale da ricamo/cucito, ma una percentuale attorno al quarto, forse meno) finendo poi col non sapere dove metterli...

mercoledì, maggio 18, 2011

Pantano

Avrei una gran voglia di mandare tutto a farsi benedire, ma i legacci del dovere, dell'onore e della famiglia (che bella cosa, eh Bro?) me lo impediscono.
C'è sta cosa che una parte di me sa che devo fare (per responsabilità e per onore), ma dall'altra sono estremamente rilluttante a farla.
Ho altre cose da fare, che potrebbero aspettare, ma nel caso le rimandassi, dopo diventerebbo abbastanza urgenti... Dovrei rimandare al domani una cosa (che va fatta entro i primi di giugno) che potrei fare l'oggi, e dal domani avrò meno tempo di farla.
Mi sento invischiata in una palude e non so come uscirne.
Mi è pesato meno andare ieri dal dentista!
Che poi conoscendomi so benissimo come ne uscirò: farò quello che devo fare odiandone ogni singolo minuto.

giovedì, maggio 05, 2011

Basta

Nell'ottobre del 2003 è iniziata una nuova parte della mia vita.
Da quel giorno, negli ultimi 7 anni ho combattuto, litigato, lottato, sperato, sofferto, mi sono sbattuta e ho anche gioito per qualcosa in cui credevo profondamente.
Ora, però, non ci credo più.
Non penso più valga la pena litigare, lottare, soffrire e sbattersi.
Ho preso un impegno, per cui per qualche alto mese non posso mollare, ma sto facendo una specie di conto alla rovescia.
Certo, potrei fare la lista dei pro e dei contro, ma non ne vedo il motivo. In fondo ho già deciso: sono altre le cose ci voglio dedicarmi; alcune stanno irrompendo a forza nella mia vita, altre erano già presenti e richiedono sempre più spazio, altre ancora sono ancora da incontrare e scoprire per reinventarmi.


EDIT 18-05-2011
Temo che non sia vero che non ci creda più, altrimenti non mi ci arrabbierei ancora.


lunedì, aprile 18, 2011

FS vs Autostrade

Le Ferrovie dello Stato, se vanno avanti di questo passo, renderanno più economico viaggiare in auto anche da sola!
A dicembre andare a Vicenza costava 22€, a gennaio hanno aumentato il biglietto a 23€, e sabato per viaggiare in 2a classe su un Frecciabianca hanno voluto 24€! Nell'arco della giornata (dalle 6.35 del mattino alle 21.05) ci sono 24 treni che da Milano portino a Vicenza, senza cambiare e sono: 17 Frecciabianca, 4 Rv e 2EC

Con quetsi costi:

Frecciabianca e EC: 1a classe 34€ - 2aclasse 24€

RV: 1a classe 17€ - 2a classe 13.5€

E questi tempi di percorrenza:

Frecciabianca e EC: 1.49 ore

RV: 2.25 ore


Quei 4 RV che ci sono nell'arco della giornata sono a questi orari: 7.25 - 11.25 - 17.25 - 20.25. I Frecciabianca sono alle .05 di ogni ora più altri in mezzo.

Guardando i treni con cambio a Verona, con due regionali, verrei a spendere 13€ per viaggio, mettendoci un po' più di 3 ore.
Considerando che Koi lo vedo solo 2 giorni la settimana, l'idea di trascorrere su un treno un'ora che potrei altrimenti passare con lui, mi secca un tantino, quindi prendo il Frecciabianca, in seconda classe. Se poi becchi un treno, l'ultimo utile per non passare la settimana a litigare, che in 2aclasse non ha più posti disponibli, devi viaggiare in 1a, spendi 10€ più del previsto.

In auto, invece, l'autostrada a dicembre costava Agrate-VicenzaW 11.5€ a gennaio l'hanno aumentata di un euro. Pochi giorni fa ho fatto il pieno alla macchina (diesel) e con circa 40€ dovrei riuscire a percorre 530km circa. Milano-Vicenza sono 200km, col ritorno 400km.

Facendo 2 conti:


Viaggio in treno:

Andata Frecciabianca di 2a classe 24€ (1a: 34€)

Ritorno Frecciabianca di 2a classe 24€ (1a 34€)

Totale 48€ (68€)

Viaggio in macchina:

Andata austrada 12,5€

Ritorno autostrada 12,5€

Benzina 40€

Totale 65€

Totale mensile(calcolando che due we vada io a Vi, e due venga lui a Mi): 96€, solo di treno.
Riuscendo a viaggiare sempre in seconda classe per ora le FS convengono ancora di 17€, ma se già uno dei due viaggi viene fatto in prima il vantaggio scente a 7€, se poi, entrambi i viaggi sono in prima classe... conviene la macchina, di 3 euro.
Che poi il treno abbia l'innegabile vantaggio che mentre viaggi puoi dormire/leggere/ricamare/quello che vuoi, mentre se sei in macchina da sola queste cose non puoi farle, è un altro discorso, per il quale continuerò a prendere il treno, però dal punto di vista meramente economico il divario si assottiglia.

martedì, gennaio 18, 2011

Desiderio

E ovviamente, più la realizzazione del progetto-CasaMia si allontana più o ho voglia di organizzare una cena, con gli Amici.

Come la cena cous-cous di settembre:
"perchè ciò che aiuta a ritrovare il calore umano perduto è il cibo, sia esso cucinato, comperato, regalato o da ristorante, comunque condiviso con le persone care, con amici che hanno speso energie e fantasia per organizzare una cena in compagnia.
Anche, e soprattutto alle soglie del terzo millennio."
(B. Buganza - In cucina con Banana Yoshimoto L'amore, l'amicizia, la morte, la solitudine nel cibo - Il Leone verde Edizioni, 2003)
E come a settembre ho voglia di sentirmi io la padrona di casa, di non avere mia madre che mi guarda male, se invece di portare i bicchieri su un vassoio li metto sul ripiano superiore del carrello con le bottiglie su quello inferiore.
Ok, sarà meno elegante, ma non ho ancora mai organizzato una cena elegante, e quando ne organizzerò una sarà un tripudio di trine, pizzi e merletti, e sottobicchieri, vassoi, centrini, sottopiatti, portatovaglioli ricamati, segnaposto decorati... ma finchè faccio cene più o meno in piedi, coi piattoni di plastica e i tovaglioli di carta, nessuno dice nulla se all'eleganza preferisco la comodità!
Non vedo l'ora che i lavori comincino, e soprattutto finiscano poi, per organizzare una bella cena d'inaugurazione, e poi le serate a guardare film, e ospitare gli amici non milanesi... ma quello che in questo momento ho davvero più voglia di fare è passare il pomeriggio a cucinare per i miei Amici invitati a cena.

lunedì, settembre 27, 2010

"questa cosa devo risolverla da solo"

Ecco una delle più grosse scempiaggini maschiliste con pose da macho che una donna possa sentire nella sua vita.
Davvero pensi che anche se tu mi telefonassi e mi raccontassi che non ne puoi più delle pretese di tizio, o che sei stufo di mettere pezze ai casini altrui, o che a fare da paciere sempre e comunque stai perdendo la pazienza, o che stai soffrendo perchè il tuo gatto è malato, dopo ti stimerei di meno?
Davvero pensi che anche se tu fossi a pezzi, e ti aiutassi a rimettere insieme i cocci, dopo ti consedererei meno uomo?
Davvero pensi che anche se mi mostrassi le tue debolezze, dopo non mi piaceresti più?

Se sono tua amica, o la tua ragazza, mi piaci e ti voglio bene per quello che sei, pregi e difetti, forze e debolezze, tutto insieme, senza esclusioni.
Se sono tua amica, o la tua ragazza, e non posso risolvere i tuoi casini al tuo posto, anche se voreri poterlo fare, e l'unico modo in cui posso aiutarti è ascoltandoti lo faccio volentieri a qualsiasi ora del giorno o della notte; chiudermi fuori non ti aiuterà a risolvere i tuoi problemi, anzi tenerti tutto dentro te li farà pesare di più.
Se sono tua amica, o la tua ragazza, merito di non essere tenuta a distanza se hai dei casini, altrimenti mi chiedo se abbia senso la mia presenza nella tua vita.

Se sono la tua ragazza vorrei farti conoscere tutto di me, racontarti tutto quello che faccio e che mi succede e vorrei che tu facessi lo stesso, perchè vorrei conoscere tutto di te.
Se sono la tua ragazza è frustrante non poter rispondere altro che "non lo so" a chi mi chiede quando ci vedremo la prossima volta, a chi mi chiede come mai se siamo tutti e due a casa di sabato sera non l'abbiamo passato al telefono, a chi mi chiede come stai...
Se sono la tua ragazza e c'è un qualcosa che c'impedisce di comunicare dovremmo entrambi fare il possibile per risolvere il problema al più presto .
Se sono la tua ragazza e ti dico che mi piaci, mi manchi, non vedo l'ora di vederti, non perdi "punti virilità" a rispondermi che anche io ti piaccio, ti manco, non vedi l'ora di vedermi.

Le pose da macho funzionano, e neanche sempre, solo nei film. Gli uomini, quelli veri, reali, hanno sentimenti e debolezze e hanno la capacità di ammetterli. Posso capire che non vengano ammessi davanti al mondo intero, ma almeno con la donna che sta al loro fianco li ammettono.

Sono un essere umano, non una fragile statuina di vetro.
Sono stata fatta in modo tale da essere capace di stare al tuo fianco anche nei momenti peggiori. Sono stata fatta in modo tale da poterti aiutare a raccogliere i cocci. Sono stata fatta in modo tale da poter accogliere nel mio cuore anche le tue paure, le tue angosce, rendertele più leggere e sopportarle insieme a te. Conosco la paura, l'angoscia, il dolore e non mi spaventano, so come trattarli e so piegarmi per non essere spezzata e sopravvire alla tempesta.

Se poi mi tieni a distanza e mi dici che non puoi accettare il mio aiuto e che i tuoi casini devi risolverteli da solo, per scaricarmi in maniera gentile... beh sono anche stata fatta in modo tale che sono in grado di sopportare un "guarda, ci ho pensato e non penso che tra noi possa funzionare".

mercoledì, settembre 08, 2010

Catalogo

In questi giorni, e per il prossimo mese ho da fare la nuova edizione del catalogo.
Quando mi siedo davanti al pc, apro la cartelletta, nonostante lo scialbissimo menabò che ho davanti, la voglia di fare un catalogo più esteticamente piacevole ed un filino più innovativo, mi sfiora leggera.
Poi penso che sarebbero ore sprecate, perchè tanto le mie proposte verrebbero bocciate in nome dell'immobilismo spacciato per tradizione (mica vorremmo spaventare i clienti con un catalogo che non sia la fotocopia di quello dello scorso anno?) mi passa tutta la poesia e lo scialbissimo e anonimo menabò mi pare ancor più scialbo, insignificante e brutto...
Come è possibile, mi chiedo io, che quest'azienda, che fa riproduzioni di quadri, sia ancora aperta, con il Grande Capo ed lo XXX* che sembra facciano di tutto per scegliere i soggetti più invendibili e improponibili a qualsiasi cliente con un minimo di buongusto, e che facciano di tutto per offrire al mondo un'immagine scialba, insignificante e che sa di vecchio di questa ditta?





*risolvete l'indovinello per sapere chi:
"la mia prima è la terza di passione,
e tre ne vuole la sottomissione,
la seconda è colei che, amica o amante
del cuore è la compagna costante,
la terza è un albero dalla chioma folta,
nobile ramo di foresta incolta.
Ora unisci le tre e dimmi, o tu, viandante:
nero, sporco e ripugnante
veramente baciarlo è cosa grama.
Sai ora dirmi come esso si chiama?"

giovedì, agosto 05, 2010

Desideri


AMO la pioggia.
C'è poco da fare tra una giornata di sole ed una di pioggia sceglierò sempre una di pioggia, non necessariamente per starmene in casa. Se poi la casa in questione fosse quella di Zermen sarebbe il massimo: due dei ricordi più sereni che ho sono legati a quella casa con la pioggia: uno è di un paio di anni fa, l'altro è di poco più di un mese fa.
Era Pasqua, forse, ma non importa: a Zermen pioveva, poiveva tanto che la strada fuori dalla finestra era trasformata in un torrente, ed io ero seduta in poltrona a ricamare guardando Piccole Donne (quello con la Sarandon, la Rider, Bale....).
Ai primi di luglio, eravamo arrivate da meno di mezz'ora che comincia a tuonare, si alza il vento e poco dopo la pioggia scrosciava fuori dalle finestre, ed io al limite del pezzetto coperto dal tetto a braccia aperte a godermi la pioggia.



AMO la pioggia.
Eppure oggi butta male.
La mia mente gira a vuoto. Torno sempre sugli stessi pensieri. Sugli stessi desideri al momento irrealizzabili.
Per uno è solo questione di tempo, spero.
Per un altro, per ora ho fatto tutto il possibile, bisogna vedere che riscontro ne avrò.
Per un terzo, finchè non si avverano i due desideri qui sopra, non se ne parla; alternativamente potrei fregarmene e darmi da fare per realizzarlo anche in assenza di certe condizioni, ma... e se poi le condizioni raggiungono lo stadio in cui potrebbero avverarsi ed io non aaspettando rovinassi tutto?

Che poi quei tre desideri si potrebbero benissimo riassumere nel mio solito unico desiderio di sempre.
Causa condizioni avverse negli ultimi due anni mi era calata addosso, come un mantello di piombo, la convinzione che non si sarebbe mai avverato. Le condizioni sono cambiate eppure non riesco a scrollarmi di dosso quella sensazione.

Un quarto desiderio è oramai solo un sogno di un tempo migliore. E fa solo male pensarci. Eppure oggi non riesco a smettere.

venerdì, marzo 19, 2010

La fregatura

è che che quando al lavoro hai cose da fare e casa non hai molto tempo, rinunci a controllare certe caselle di posta, certi forum, certi blog... insomma buona parte delle cose che avevi cominciato a seguire quando avevi più tempo libero.
Se poi, dopo alcuni mesi, ti ritrovi a dover in qualche maniera 8 ore, hai perso l'abitudine e la familiarità e non ti ricordi più che a seguire con costanza un certo sito puoi scaricare schemi gratuiti che sono disponibili solo per undeterminato lasso di tempo. E così scopri il sudoku on-line ed altri giochini. Vagamente ogni tanto ti sovviene che potresti pasticciare con l'html del tuo sito o che potresti controllare la posta, ma non lo fai, perchè il sudoko è più attraente o sei curiosa di sapere come vada avanti un telefilm e lo cerchi si youtube... insomma t'inventi nuove maniere per passare il tempo quando invece potesti riesumare quelle vecchie.
E la fregatura, appunto, è che ti perdi scadenze che una volta consideravi fondamentali, ti perdi cose che sarebbe piaciuto non perdere.

sabato, gennaio 23, 2010

Gilmore Gilrs

Adoro quel telefilm.
Non l'ho mai visto per intero, ho sempre visto puntate sperse delle prime sei stagioni e nessuna della 7a, ma sto recuperando.
Prima di Natale ho visto la 1a stagione ed ora sono a un po' più di metà della seconda.

Stasera, alla 5a puntata di fila, mi sono resa conto di alcune cose:
Lorelai ha nella 2a stagione l'età che io ho adesso e la vita che vorrei, cioè, più o meno, non avrei voluto avere una figlia a 16 anni, ma a 20 sì.
Il rapporto che c'è tra Lorelai ed Emily è spiccicato al rapporto che ho con mia madre, alcune volte è fantastico poi una delel due dice qualcosa che rovina tutto e per mesi non si riscrea l'atmosfera magica.
In quel telefilm gli uomini sono tutti più alti delle donne... e non sono sicura che quest'ultima considerazione mi faccia bene.

lunedì, gennaio 11, 2010

Branco

"Percepii un movimento, l'energia vibrante dei licantropi che si avvicinavano. Non ebbi bisogno di guardare per sapere che si stavano raccogliendo intorno a me. L'energia si addensò come un cappio che venisse stretta, tanto che divntò difficile respirare.
qualcuno mi accarezzò il viso. Girando la testa quel tanto che bastava per sbirciare non vidi Nathaniel, come mi ero aspettata, bensì Kevin a brevissima distanza e le grosse mani di Tommy che mi accarezzavano le braccia nude.
...
Lorraine era sdraiata sulla schiena e mi guardava con strani occhi lupeschi. ... Girò la testa per strofiarmi le labbra sulle ginocchia dei jeans.
Sapevo che, se l'avessi permesso, ci saremmo addormentati in un bel mucchio come una cucciolata e che toccarsi e strofinarsi era una delle cose che rafforzavano l'unione del branco, come i primati che si spidocchiano a vicenda. Toccarsi e coccolarsi non ha necessariamente implicazioni sessuali."
Da Dono di Cenere di L.K. Hamilton

Ho letto questo romanzo in settebre, 2009, e questo brano mi ha riportato alla mente le sere passate in montagna a guardare le stelle da ragazzina con i miei amici.
Ci spostavamo tutti in branco, e ci sdraiavamo sui Pratoni gli uni addosso agli altri, e parlavamo a volte o stavamo zitti, o massacravamo canzoni cantandole in coro.

Era bello, e mi manca un po' quella sensazione di sicurezza che ti da la vicinanza dei tuoi amici, come i cuccioli che quando dormono stanno sempre addossai gli uni agli altri. Mi manca solo un po' perchè, anche se non frequento più quelle persone (e mi dispiace, ma non so se sarei in grado di tornare a Primolo), ho trovato altre persone con cui mi sento parte della stessa cucciolata.
Non è ancora mai capitato di stare gli uni addosso agli altri fisicamente, se non con alcuni (girare per mano o a braccetto, abbracci, carezze sulla testa, addormentarsi addosso a qualcuno, che si addormenta addosso a te in una stanza piena di gente), ma quando sono in loro compagnia mi sento mentalmente coccolata e sicura a contatto con gli altri membri della cucciolata.
Non è facile da spiegare, ma è una delle cose che più mi piace dello stare con i miei amici.
Vi voglio bene.

giovedì, novembre 19, 2009

Trasloco

Ieri sera mia sorella ha portato un po' di libri in camera mia dicendo "questi dovrebbero essere tuoi. Tutti iniziati e mai finiti".
Non è la prima volta che un libro torna da camera. Per la prima volta ne sono tornati 5 o 6 tutti insieme.
E mi sono resa conto, per la prima volta davvero, che se ne va. Finora ne ho sempre parlato tranquillamente "si trasferisce in un paesino vicino Caravaggio", cose così.
Ieri sera stava inscatolando le sue cose, e ha trovato questi miei libri tra i suoi. L'operazione inscatolamento era già cominciata in giorni in cui non ero a casa e quindi non ne ero stata toccata.
Ieri sera, invece, ho provato un doloroso vuoto allo stomaco. Mia sorella se ne va. Per quanto nel corso degli anni abbiamo spesso e volentieri litigato, non riesco a pensare a casa nostra senza di lei.
Ti voglio bene, sister.

lunedì, ottobre 12, 2009

Gioie e pensiero

Alcuni anni fa, a proposito di un gioiello che mi era stato regalato una mia amica ha commentato: "se un ragazzo, non parente, ti regala un gioiello, o qualunque cosa da portare a pelle, vuol dire che desidera che tu lo pensi".
Oggi stavo ripensando a quella conversazione e mi è venuto da chiedere a chi mi aveva regalato quel gioiello, l'avessi avuto davanti, "ma davvero pensi che ci voglia un gioiello perchè io ti pensi?"
Ci sono gioielli che non ho più, vuoi perchè li ho persi, vuoi per altri motivi, eppure penso lo stesso alle persone che me li hanno regalati.
Ci sono gioelli che non metto più, vuoi perchè non sarebbe approppriato, vuoi perchè non mi fa sentire bene portarli, eppure penso lo stesso alle persone che me li hanno regalati.
Ci sono gioielli che non ho mai messo per paura di perderli o di romperli, eppure penso a chi me li ha regalati.
Certo non penso tutti i giorni a queste persone, ma neanche li penso solo quando mi capitano tra le mani quei gioielli; penso a queste persone in date particolari, in posti particolari, se un profumo solletica la mia memoria, insomma in tante occasioni, senza bisogno di un appiglio materiale
Che poi io sto continuando ad usare il termine gioielli, ma penso ad una spilla presa al negozio di una mostra sugli Etruschi, un paio di orecchini a forma di giglio con relativo ciondolo, una collanina di rame, un anellino di legno, un anello di vetro... cose preziose più per il valore sentimentale che per il loro valore intrinseco.
Poi capisco che vedere una ragazza che porta un gioiello che le hai regalato faccia piacere, insomma è una dichiarazione di affetto reciproco, però davvero vorrei porre la domanda, retorica per carità, che mi è balzata alla mente quest'oggi. Anche perchè alla dichiarazione della mia amica, mi ha fatto tanto piacere pensare che un ragazzo desiderasse che lo pensassi...
E ad essere sincera, mi fa piacere ancora adesso, anche se forse non è più così.

lunedì, settembre 28, 2009

Di ritorno...

Sarei dovuta andare a conoscere la mia nipotina. Per una serie di disguidi abbiamo rimandato a novembre.

Sarei dovuta andare ad una festa sabato sera. Sono andata a cena con mia mamma, da sua sorella con sua figlia. Abbiamo fatto tardi e non sono andata alla festa.

Alla fin fine ho passato il weekend in casa, la maggior parte del tempo sul divano a ricamare, guardando film romantici ("Ragione e Sentimento" + "L'Amore non va in Vacanza" sabato, "Via col Vento" domenica) e sono contenta del mio weekend.
Lo sapevo già da prima, non serviva questo weekend per capirlo, ma sono un essere abitudinario e casalingo.
L'idea di fare un viaggio, soprattutto se comporta andata e ritorno in pochi giorni, non mi esalta particolarmente, anzi mi fa venir voglia di starmene rintanata in casa a leggere. Poi vado e mi diverto, so già anche questo, ma l'idea prendere, fare le valigie, andare da qualche altra parte, mi fa passare la voglia in anticipo.
Credo che la cosa sia ancor più radicale; fin da piccola l'idea di dover uscire di casa mi metteva di malumore e in buona parte è ancora così.
Se esco dall'ufficio e passo da casa solo per prendere la borsa della palestra allora ci vado; se invece solo solo mi siedo un minuto, mi passa completamente la voglia di uscire di nuovo.

Sì, sono decisamente un essere casalingo ed abitudinario, e non vedo l'ora di avere casa mia per poter stabilire la mia routine, fatta di inviti a cena agli amici, ricami e libri.

lunedì, settembre 14, 2009

Bisogni

Mi hanno detto una cosa. E più ci rifletto, più penso che sia vera.
"Tu senti il bisogno di leggere"
Ieri pomeriggio mentre tornavo a Milano in macchina, pensavo che se fossi stata in treno avrei potuto leggere. Più tardi mentre quiltavo, mi chiedevo come andasse avanti il libro che sto leggendo. E dopo, invece di dormire, leggevo. Ad un certo punto mi sono dovuta imporre di chiudere il libro (alla fine di un capitolo) e spegnere la luce, ma la tentazione di andare avanti a leggere finchè non avessi finito il libro, l'avevo. Nonostante sapessi che stamattina la sveglia avrebbe suonato presto, non riuscivo a mettere giù il libro.
L'unico momento in cui non ho pensato che avrei potuto leggere è stato mentre guardavo un pezzo Iron Man e dopocena mentre guardavo NCIS e Harper's Island, insomma mentre mi venivano raccontate altre storie.
Non è solo una questione di trama intrigante, o libro ben scritto. La mattina a tavola da piccola leggevo tutte le scritte sul cartone del latte e poi sulla confezione dei biscotti. E se sono in tavola lo faccio anche ora. Per non parlare delle etichette delle bottiglie d'acqua. Insomma, per me la parola scritta ha un fascino irresistibile.
Potrei benissimo venire al lavoro a piedi, ed ogni tanto butto lì che non mi dispiacerebbe usare la bicicletta, ma poi rifletto che in bicicletta non potrei leggere, e quindi non verrò mai a lavoro in bicicletta, i mezzi pubblici vanno benissimo: qualcun altro guida, sta attento al traffico, ed io leggo!

venerdì, giugno 19, 2009

Week end

Ho come il presentimento che il weekend finirà con l'essere molto diverso da come me l'ero immaginato... e sicuramente domenica serà sarò più stanche di oggi.

giovedì, maggio 28, 2009

Terminologia

Magari sono antiquata io, ma ci sono termini che usati da una persona anziana proprio la squalificano e mi stridono nelle orecchie più di quanto stridano quando le usa un uomo più giovane o peggio una donna.

mercoledì, febbraio 25, 2009

Finita?

No, il viaggio non finisce qui.
La morte è soltanto un'altra via, dovremo prenderla tutti.
La grande cortina di pioggia di questo mondo si apre e tutto si trasforma in vetro argentato.
E poi lo vedi.
Bianche sponde, e al di là di queste un verde paesaggio sotto una lesta aurora.

giovedì, ottobre 02, 2008

Rifugio

É buffo come ci si rifugi nelle cose che facevamo quando stavamo bene, nei momenti in cui stiamo male.

Erasure a balla!
Come quando avevo 15 anni