I Guadiani di Atlantide

mercoledì, gennaio 26, 2005

Incredulità

Oggi il Comitato Etico di un ospedale di Genova, non mi ricordo quale, si riunisce per decidere se mantenere in vita una giovane donna che a causa di un'emorragia celebrale è in coma senza, secondo i emdici, possibilità di ritorno alla vita normale. Solo che...
Ovviamente c'è un solo che.
Solo che, dicevo, la giovane donna è incinta, e oltre la 20ª settimana, ed i medici si chiedono se tenerla in vita sperando che la gravidanza proceda senza problemi, come è già successo un paio di anni fa sempre a Genova, oppure staccare la spina.

Ma davvero devono tenere una riunione per decidere una cosa simile? Secondo me non c'è neanche da pensarci due volte! In questo caso non è accanimento terapeutico! Se dicessero: se continua la gravidanza il risveglio e la vita della madre sono a rischio capirei al riunione, ma visto che a detta loro per la madre non c 'è speranza, perchè togliere ogni possibilità a quel piccolino?

É davvero una cosa che non capisco, come si possa anche solo mettere in dubbio la cosa. In fondo bastano ancora poche settimane a quell'esserino per poter venire al mondo, magari con difficoltà, ma almeno gli si dia una possibilità.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Immagino che questa materia sia regolamentata in un certo modo e ci siano delle procedure da attuare obbligatoriamente.
Certo che.. gh... poveretta -_-''
Raflesia

Eowyn ha detto...

Beh, detta così... sono completamente d'accordo con te!

Però si, immagino che ci siano procedure e/o complicazioni delle quali magari non siamo a conoscenza...

Anonimo ha detto...

Un argomento molto delicato e umanamente straziante. Se non erro, non è il medico che deve decidere in questi casi se staccare la spina o meno, ma proprio i famigliari (o la vittima stessa, in caso avesse lasciato una propria volontà scritta a riguardo). Io trovo giusto che sia così, umanamente dico che non dare nessuna possibilità al futuro bambino è orribile, ma se fossi un medico non sarebbe giusto che la decisione spettasse a me, ma appunto alla famiglia. Non è uno scaricare di responsabilità, è semplicemente che anche i medici sono esseri umani come noi e non credo sia corretto aspettarsi che in casi come questi (che sono certa non li lascia indifferenti) siano loro e solo loro a decidere. Di certo bisognerebbe anche sapere se sto bambino ha reali possibilità di farcela, temo che i giornali, nel ricercare la notizia sensazionale ad ogni costo, si siano magari "dimenticati" di dire le reali probabilità di sopravvivenza del piccolo.
Miyaru